"Everybody else is doin' this, so why can't I?"
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moon phases |
Alt alt alt, frenate le vostre piccole menti cavalccanti, qui non stiamo proprio a parlare di rimorchiamenti nel senso di daivieniacasamiacheitrimorchiosulsofà, bensì di una piccola, insana e poco lodevole abitudine piuttosto diffusa, almeno di questi tempi, tra i miei amici.
Premetto che mi trovo in una fase a dir poco cinica, in piena filosofia "Vivi e lascia che si fottano", cosa che non mi è particolarmente congeniale, dato che per natura tendo ad avere un minimo di sindrome da crocerossina e a correre dietro a tutto il mondo cercando di aiutarlo a star meglio: ma, tant'è, ora va così...
Perciò quello che vado a descrivere è semplicemente un atteggiamento che ho riscontrato e osservato a fondo, ma non mi ha toccato più di tanto, almeno per ora (anche se non escludo che in futuro possa farmi inca%%are non poco...).
Nella fattispecie, intendo parlare di quelle persone che, per sentirsi vive e bene con se stesse, hanno bisogno di diventare dei rimorchi: ossia, hanno bisogno continuo e lacerante di essere al centro dell'attenzione, e di avere una, almeno una fottutissima persona che non faccia altro che preoccuparsi per loro. Tali personaggio, nel momento in cui trovano il loro trattore stradale personale, diventano in pochi secondi la punta di diamante della compagnia: scherzano, ridono, gongolano, divertono e si divertono, insomma brillano. Il tutto, ovviamente, a scapito del poverino/poverina che se li rimorchia, che invece deve sorbirsi tutte le paranoie aggiunte e congiunte alla situazione (andiamo, vi assicuro, dal "Oggi è una brutta giornata, devi prendermi così (anche se ti tratto come un sorcio morto)" al "No, sono incazzatissimo perchè lui mi ha sfiorato con un pugnetto innocente proprio sulla cicatrice/ematoma/pizzico di moschino che mi sono fatto l'atro giorno, che stronzo eppure lui lo spaeva, lo ha fatto apposta!".
Insomma, non si reggono.
Soprattutto, nel momento in cui il simpatico trattore si stanca (cosa che, immaginerete, è inevitabile, prima o dopo), diventano insopportabili: musoni, lunatici, anche cattivi spesso, solo perchè, come ad un bambino capriccioso, gli è stato tolto il giocattolo preferito: l'attenzione.
Perchè non importa se sia quella di uno o di centomila, basta non sia quella di nessuno.
Commento al post della seconda personalità dell'autrice: Embè? Allora?
Commento al commento della prima personalità dell'autrice: taci stronza!
E come promesso, ecco l'atteso seguito dell'ultimo post.
Questa volta però non parliamo di me, ma di persone che per varie ragioni non voglio nominare: se qualcuno di voi capisce, meglio per lui, ma se lo tenga per sè...
Allora, pare che il Veneto, in particolare la sua parte orientale, abbia di recente subito una forte variazione dimensionale che lo ha contratto sensibilmente nella dimensione spaziale.
Pare infatti che i luoghi successivamente nominati si trovino ora a una distanza sensibilmente minore rispetto a poco prima, e che siano tutti raggiungibili agibilmente in un tempo non superiore ai 20 minuti a qualsiasi ora del giorno e della notte, comprese le 6 di mattina.
Se tale fatto sia da attribuirsi a un reale restringimento dello spazio tra di essi, all'invenzione (finalmente!!!) del teletrasporto o a un qualche buco nello spazio-tempo, non è ancora dato sapere.
Veniamo ai fatti, però: pare che sia realisticamente possibile, con un mezzo X, confluire intorno alle 6 di mattina appunto in un luogo comune, posto a distanza ragionevole, partendo dalle contrade di: Este (PD), Padova, Chioggia (VE), Marostica (VI). Pare anche sia stato realizzato un pilota automatico per permettere a eventuali mezzi proprio di ricasare liberamente da soli da tale luogo di ritrovo senza subire danneggiamento alcuno, nonchè che siano stati brevettati nuovi genitori/compagni/fratelli/maritieparentivari ciborg capaci e contenti di offrirsi volontari per evntuale accompagnamento, qualora l'ultimo modello di P.I. non sia ancora in commercio in alcune zone della regione.
Perciò miei cari preparatevi, nuovi tempi, nuovi orizzonti si schiudono per noi tutti: a quando Padova-Roma in meno di un quarto d'ora???
Talvolta tendo a perdere la cognizione del tempo. O meglio, di solito quando lavoro so sempre se sia martedì o venerdì, ma non ho cognizione della data, almeno fino a fine mese, quando tocca compilare il rimborso spese.
Oppure, specie quando ci sono tanti giorni di vacanza (forzata o meno), perdo del tutto il contatto con la realtà, e il tempo si dilata e si restringe in maniera casuale, a seconda di quello che mi succede.
E' così che è andata in queste ultime settimane: cominciando dal weekend lungo del 25 Aprile, scivolato via leggero leggero come fosse stato un fine settimana qualsiasi, la testolina tra le nuvole persa in dolci pensieri, le scampagnate, poter uscire la sera senza dover pensare a svegliarsi la mattina dopo, e conclusosi in tragicommedia, con il mio povero stinco addentato dal cagnolino di un amico, che mi ha fruttato i rimanenti tre giorni della settimana, che avrebbero dovuto essere lavorativi, di malattia. E' qui che tutto comincia a rallentare, tutti gli altri sono al lavoro, io a casa a cazzeggiare, collegata alla rete ma cmq isolata, poichè unica che non ha un cazzo da fare tutto il giorno. Infine arriva il ponte del primo maggio, di nuovo leggerezza, di nuovo belle serate, dalla mia Tecluccia, per esempio, con la mia Mokina, e di nuovo splendide giornate, a ridere e giocare in quel di Rimini (nonostante rappresentino anche il naufragio della mia ultima pazzia sentimentale).
E infine si torna. Alla normalità.
Solo che il tempo si rifiuta di tornare a scorrere a ritmo normale, ed ecco che giornate che normalmente dovrebbero passare in un soffio si trascinano per milioni di ore interminabili, e serate che dovrebbero essere intollerabilmente lunghe volano via senza che me ne accorga.
Sarà la primavera?